— Marzo 2012 —
♫ Agcom, ancora ritardi e polemiche sulla direttiva Internet e copyright:
22 mar 2012 – Le dichiarazioni che il presidente Agcom Corrado Calabrò ha rilasciato ieri, 21 marzo, durante un’audizione presso la Commissione Cultura e Lavori Pubblici del Senato sullo stato dei lavori in tema di direttiva sul copyright digitale hanno sollevato proteste e critiche tanto da parte delle associazioni che promuovono la tutela dei diritti digitali che degli esponenti dell’industria culturale…
Leggi l’articolo…
♫
Spotify, si moltiplicano le applicazioni create dalle case discografiche:
Il coinvolgimento crescente dell’industria discografica nel business emergente di Spotify trova espressione concreta ed evidente nel numero di applicazioni sviluppate da etichette major e indipendenti per il servizio di streaming svedese. Alle quindici “app” disponibili dal 30 novembre scorso, informa Billboard, se ne aggiunge ora un’altra dozzina, metà delle quali fornite direttamente da case discografiche come Warner Music, Def Jam, Domino, Matador, PIAS e Universal Music (attraverso il sito di playlist Digster, lanciato lo scorso settembre dalla divisione della major che si occupa di distribuzione) per consentire agli utenti della piattaforma di accedere direttamente ai rispettivi cataloghi e artisti. Leggi l’articolo….
♫
Diritti connessi: i commenti delle associazioni dopo la liberalizzazione:
La liberalizzazione della gestione dei diritti connessi spettanti agli artisti per la pubblica diffusione (in radio, in tv, su Internet, nei locali pubblici) delle loro opere è una realtà di fatto, dopo l’approvazione definitiva da parte della Camera del “decreto liberalizzazioni” formulato dal governo Monti e la sua successiva conversione in legge (24 marzo 2012, nr. 27). “Si apre…una nuova stagione per il mercato dei diritti che, siamo certi, sarà caratterizzata da una profonda collaborazione tra tutti gli operatori del settore coinvolti, a partire dal mondo della discografia, nell’interesse degli artisti”. Leggi l’articolo….
♫
Record Store Day 2012: le risposte dei negozianti:
Siamo arrivati all’ultima tornata di opinioni dei negozianti che Rockol ha intervistato in vista del prossimo
Record Store Day (scarica le app
qua), giornata internazionale nata con l’intento di celebrare i negozi di dischi indipendenti messi sempre più alle strette dalla pirateria digitale e dalla crisi del mercato: per l’occasione a rispondere al nostro questionario sono stati Mario (dell’Underground di Viterbo), Francesco (del Backdoor, Torino), Livia (della Casa del Disco di Faenza), Renzo (del Jungle Records di Conegliano) e Alfredo (del Musica di Cuneo). Tra le risposte non manca (purtroppo come al solito) molto scoramento, ma , finalmente, affiora anche uno scampolo di speranza per un futuro che – con un po’ di impegno e iniziativa – potrebbe essere migliore, per le piccole rivendite: “Il Record Store Day può convincere noi negozianti ad unirci in un’associazione che possa mirare a condizioni più eque di vendita e a un servizio di reperibilità titoli più efficiente”, racconta Livia. Buona lettura!
Leggi l’articolo…
♫
I punti chiave del rapporto – “IFPI Recording Industry in Numbers 2012″:
Gli unici dati postivi sono sugli abbonamenti ai servizi digitali: [Inglese] Global music sales were down 3% in trade value in 2011. Seven of the top 20 markets showed growth.
Music sales are still down 40% compared to 2001, underlining the industry’s extremely difficult environment. Many top 20 markets are still seeing sharp declines in sales, including Japan. the Netherlands. Switzerland. Belgium and Austria.
Digital revenue growth accelerated, up 8% to US$5.2 billion. Digital accounts for more than 50% of revenues in the US and South Korea. For the first time we report synchronisation income, up 5.7% to account for 2% of world sales. Performance rights revenues also grew by 4.9% to accotuit for 6% of total industry revenues. The number of subscribers to music services rose 65 to 13.4 million in 2011. At the same time, the number of songs downloaded via à-la-carte services were up 19% to 3.7 billion. Digital tracks increased 17% by volume and digital albums sales rose 26%. Leggi l’articolo…
♫
UK, nel 2011 le case discografiche hanno tagliato del 34 % la pubblicità in tv:
Crolla la spesa delle case discografiche in pubblicità televisiva. Uno studio a cura di ESP Marketing, società specializzata in rilevazioni e analisi dei rapporti che intercorrono tra tv e musica, mostra che nel Regno Unito l’industria discografica ha tagliato i suoi investimenti del 34,1 per cento in un solo anno, ridimensionandoli a 38,5 milioni di sterline. Nel complesso, rivela ESP, rispetto al 2008 la spesa risulta praticamente dimezzata, mentre la flessione a doppia cifra riguarda tutte le major: l’investimento di Universal è calato del 29,5 per cento a 14,2 milioni di sterline, quello di Sony Music del 37,8 per cento a 8,3 milioni, quello di Warner del 46 per cento a 5,8 milioni e quello di EMI del 19,6 per cento a 5,3 milioni. Leggi l’articolo…